7 maggio 2018 intervista a Pravas di Umami Natura Golosa – Food truck – Italia

1. Come nasce Umami Natura Golosa? Chi sono i suoi ideatori e da quanto esiste?

Nasce dall’ incontro col mio socio, Alessandro , lui era gestore di un ristorante al lido di Venezia, io facevo il cuoco sempre a Venezia, avevamo l’esigenza di fare qualcosa insieme, in autonomia, Alessandro voleva cambiare perché dove lavorava non c’era spazio per la cucina vegetale e lui non si sentiva rappresentato, io volevo mettermi in proprio. E’ stato un anno fa, siamo abbastanza giovani, volevamo intraprendere una direzione comune, abbiamo entrambi la passione per la cucina vegetale e naturale. All’ inizio cercavamo un locale a Venezia, ma non è mai arrivato il locale giusto, poi è intervenuto un terzo amico che ci ha parlato di food truck, e così abbiamo deciso di comparare il furgone.

2. Da dove nasce l’idea di fornire cibo bio e veg?

Alla base c’è una passione personale, non è una scelta commerciale perché crediamo che il vegano non sia un settore per fare i soldi, se ne parla tanto, ma i numeri sono piccoli, ci si deve credere. Secondo noi è ancora una nicchia, se lo facessimo solo per business non avremmo questi risultati, tanti ristoranti veg aprono e chiudono, bisogna saper fare le cose bene e con passione.

3. Qual è il vostro background?

Alessandro gestiva un locale, io ero cuoco dipendente

4. Come avete fatto la start up dell’impresa? Avete potuto utilizzare dei finanziamenti per questa attività? 

Non c’era nessun finanziamento accessibile, ne abbiamo fatto uno privato, abbiamo chiesto un capitale moderato, per prendere un truck usato (nuovo costa come un locale) perché prenderlo nuovo ci sarebbe costato una cifra che non volevamo investire. Abbiamo colleghi che hanno comprato nuovo, ma noi crediamo che un investimento del genere non lo recuperi più, non è una scelta vincente. Questo è un lavoro che ha molte incognite e non è detto che si rientri velocemente dei soldi. Si crede che col truck si possa guadagnare bene, ma non è così, ci sono molte variabili, lavori in strada e dipendi dal tempo atmosferico, si pagano delle tasse per poter partecipare ai festival, quindi prima di guadagnare devi rientrare delle spese e se per caso hai due giornate di pioggia, fai buco e vai in perdita! E’ un lavoro da fare per chi ha soldi da investire, perché non sempre li riprendi, puoi anche perderli, è simile al gioco d’azzardo. Noi abbiamo scelto un profilo prudente, scegliamo eventi mirati, eventi medio piccoli per limitare il rischio di perdita

5. Che qualifica avete? Avete fatto dei corsi di formazione?

Io mi sono formato come cuoco presso la Scuola di avviamento professionale il Sesto Sapore, siamo soggetti a quasi tutte le normative di un ristorante con delle deroghe riguardanti soprattutto gli aspetti strutturale della cucina (per esempio l’areazione, che non è applicabile); il truck è omologato e abbiamo regolare licenza.

6. Qual è il vostro inquadramento giuridico?

Siamo una Sas

7. Come si svolge il lavoro? Fate altro oltre a questo? (a tempo pieno? Part time? Solo weekend o festival a tema?) 

Non abbiamo un altro lavoro, questo ci assorbe al 110% a tempo pieno. Noi cuciniamo tutto cìò che vendiamo, non dobbiamo solo comprare e rivendere come fanno altri trucker, noi cuciniamo, abbiamo una cucina che ci assorbe molto e la settimana è così suddivisa:, lunedì è il giorno libero, martedì facciamo acquisti e teniamo la contabilità, mercoledì, giovedì e venerdì cuciniamo in un laboratorio per il weekend

8. In quanti ci lavorate?

Noi due soci e poi a chiamata qualche collaboratore dipendente

9. Parlando di leggi, quali norme dovete rispettare? C’è qualche legge specifica per il vostro tipo di attività? Di quali permessi avete bisogno?

Leggi o regolamenti specifici non ne esistono, è un settore nuovo e poco normato, è un fenomeno degli ultimi anni. Abbiamo una licenza di commercio itinerante e possiamo metterci quasi dove vogliamo, dobbiamo stare fuori dal centro storico delle città, ma non dobbiamo chiedere permessi al comune. Teoricamente possiamo stare in una zona due ore, anche se nessuno controlla di solito. Se arrivano i vigili solitamente c’è stata una segnalazione.. ci è successo una volta perché ci eravamo messi troppo vicino alle strisce pedonali, ma può capitare che la gente usi dei pretesti per segnalarci forse perché il generatore di corrente che usiamo quando facciamo la strada è rumoroso e può dare fastidio a lungo andare

10. Che tipo di feedback avete dai vostri clienti? 

I nostri clienti sono molto contenti, tornano e ci cercano, abbiamo anche molti curiosi che assaggiano e si meravigliano di trovare cibo veg così buono, abbiamo 50 recensioni di cui 48 sono a 5 stelle!

11. Quali sono le maggiori difficoltà che avete incontrato fino ad ora?

Le difficoltà sono all’ordine del giorno, è un lavoro faticoso, richiede competenze multi settoriali. Devi sapere di cucina, di segreteria e amministrazione, di contabilità, di meccanica perché il primo problema che si presenta col furgone, rischi di non lavorare più,, quindi devi sapertela cavare.. Noi abbiamo un truck anziano, abbiamo risparmiato all’inizio, ma spendiamo ora nelle manutenzioni. I problemi sono stati tantissimi, abbiamo dovuto imparare a nostre spese a superare gli imprevisti come una gomma a terra, la batteria da cambiare, adesso dovremmo forse sostituire l’impianto elettrico.. insomma, questo lavoro ci ha messo molto alla prova. La strada è stata in salita, il primo inverno è stato tosto, abbiamo provato a fare delle uscite, ma non c’era gente, la gente d’inverno non va a prendere da magiare in strada e abbiamo capito che è un lavoro stagionale. Il prossimo inverno faremo altro, a faremo attività al coperto, fiere al chiuso, dei catering.

Bene, mi pare che l’entusiasmo e le energie non manchino!

No assolutamente! Noi lavoriamo con prodotti di stagione, quindi il menu cambia sempre, la nostra fortuna è che possiamo proporre molte cose diverse, a differenza di chi compra un prodotto, lo cuoce e lo rivende, che non può di certo proporre corsi di cucina o catering. Nel mondo dei truck noi siamo una mosca bianca, 8 truck su 10 non hanno un cuoco che lavora, ma solo un imprenditore che investe dei soldi e rivende un prodotto, ma questa persona non può avere un piano B come lo abbiamo noi, deve per forza far lavorare il suo truck, noi invece abbiamo più possibilità di proporre attività diverse e lo faremo, già a partire dal prossimo inverno!